L’automazione FX non è trading: è governance operativa per proteggere i margini e rendere prevedibili i flussi di cassa.
1) Mappa esposizioni e priorità
- Transazionali: ordini confermati o altamente probabili.
- Di traduzione: consolidamento dei bilanci esteri.
- Economiche: impatto su listini e competitività.
- Assegna owner e livello di confidenza per ogni flusso.
Dati minimi per automatizzare
- Valuta, importo e scadenza per ogni ordine.
- Probabilità (es. 90/70/50%) e margine target.
- Fonte dati (ERP/CRM/Contract).
- Controparte e Paese per limiti di rischio.
2) Policy e limiti operativi
- Definisci strumenti ammessi (forward, NDF, opzioni) e quando usarli.
- Soglie per copertura automatica e per dual approval.
- Regole su tenor massimo, roll e unwind.
3) Automazioni chiave
- Booking automatico su trigger ERP (ordine confermato, milestone).
- Netting periodico multi‑valuta per ridurre volume e costi.
- Alert su scostamenti tra scadenze e delivery.
4) Controlli, reporting, audit
- Dashboard coverage ratio e P&L FX per valuta.
- Audit trail completo con log e approvazioni.
- Exception report per operazioni fuori policy.
Roadmap 30‑60‑90
- 30 gg: policy minima + primi forward no‑touch.
- 60 gg: automazioni su ERP/CRM + netting.
- 90 gg: reporting avanzato e governance multi‑paese.